La Folgore non muore mai. E nel derby contro la Juvenes Dogana lo ha dimostrato ancora una volta, strappando un pareggio che vale molto più di un punto, per carattere, orgoglio e resilienza.

È vero, si tratta del quinto pareggio consecutivo, ma questo ha un sapore completamente diverso. Perché nasce da una partita che si era messa nel peggiore dei modi, con la Juvenes capace di portarsi avanti di due reti nei primi minuti.

Ma chi conosce questa Folgore sa che arrendersi non è un’opzione.

Già nel primo tempo si intravedono segnali di reazione, con la squadra che prova a rimettersi in carreggiata nonostante il doppio svantaggio. Nella ripresa cambia tutto, entra in campo una Folgore diversa, più cattiva, più determinata, più viva.

Il gol che riapre la partita arriva grazie ad Augusto Garcia Rufer, lesto a raccogliere il rimbalzo dopo la clamorosa traversa colpita da Raschi. È la scintilla. Da lì in poi è un assedio.

La Juvenes inizia a vacillare sotto i colpi continui della squadra di Falciano. Occasioni su occasioni, pressione costante, voglia feroce di rimettere in piedi una gara che sembrava compromessa. Raschi sfiora il pari, Pancotti ci prova su punizione, e l’inerzia è ormai tutta dalla parte della Folgore.

E quando le speranze sembrano spegnersi con il passare dei minuti, ecco il premio alla tenacia: nel finale, Bernardi trova il guizzo decisivo, infilando il pallone all’angolino e facendo esplodere la gioia dei suoi.

È il gol del 2-2. È il gol di una squadra che non ha mai mollato.

La Folgore esce dal derby con la consapevolezza di essere viva, compatta e pronta a lottare fino all’ultimo secondo. Perché questa squadra, anche quando è in difficoltà, ha sempre una certezza, il cuore.