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Post partita di Folgore – Engordany, parlano Lasagni e Sacco

Subire all’ultimo secondo della partita di ritorno il gol che fa svanire la qualificazione dopo aver sposato gli equilibri a proprio favore nemmeno dieci minuti prima è una mazzata tremenda per tutti e, comprensibilmente, non c’è molta voglia di scherzare nello spogliatoio sammarinese. Tuttavia, l’allenatore Oscar Lasagni e il centrocampista Stefano Sacco prendono il coraggio a quattro mani e affrontano i microfoni, dimostrando la grande statura di uomini oltre che sportivi.

“È più di una beffa, è una grossa botta perché i ragazzi meritavano questa qualificazione, perché la meritava la società e la meritavamo tutti quanti”, è il primo pensiero del tecnico. “Purtroppo questo è il calcio, non ci fai niente ed è bello anche per questo. Questo è il paradosso: tra andata e ritorno credo che l’altra squadra abbia passato la metà campo tre volte. Oggi i miei ragazzi hanno fatto una partita senza mai disunirsi sempre con il gioco e sempre palla a terra, non ho aggettivi da dare a questa squadra perché è fantastica, dal primo all’ultimo, sono un gruppo eccezionale, meritavamo di passare il turno perché noi giochiamo veramente a calcio ed è questo che mi dispiace”.

Qualcosa da ridire invece sulla tattica degli avversari: “Loro sono venuti qua giocando a perdere tempo dal primo minuto, giocando a cinque dietro, facendo le barricate e lasciando solo il giocatore di colore davanti. Noi neanche là siamo andati a giocare così. Noi siamo una squadra che cerca sempre il gol e che vuole comandare, forse sull’ultimo gol un pizzichino in più di esperienza ci serviva ma non posso rimproverare nessuno perché hanno fatto dal primo all’ultimo una partita strepitosa”. A questo punto non resta che ripartire con una nuova stagione: “Adesso ci concentriamo sul campionato, perché per giocare in Europa ci devi andare. Con un gruppo fantastico cercheremo di riprenderci da questa batosta perché non è semplice”.

Stefano Sacco è l’autore del gol che sarebbe dovuto diventare storico e che invece, per un brutto scherzo del destino, diventa la goccia di miele prima della medicina amara: “Purtroppo il calcio è così: in un secondo ti regala una gioia infinita e l’altro secondo ti rimanda coi piedi per terra, però sono felicissimo di giocare in questa squadra, con questo grande gruppo. Dal primo giorno fino a questa sera ci abbiamo creduto fino alla fine. Ci deve rimanere tutto quello di buono che abbiamo fatto: le due partite in cui secondo me meritavamo veramente un pizzico di fortuna in più e ci è girato invece tutto contro. Però questo ci deve dare fiducia per l’anno prossimo, per fare un grande campionato come abbiamo fatto l’anno scorso perché siamo una grande squadra e prima di tutto siamo delle grandi persone perché abbiamo accettato questo verdetto e da questo verdetto ripartiamo”.

Con il senno di poi, bisognava essere più concreti: “Dovevamo essere forse un po’ più lucidi sotto porta e sfruttare meglio le occasioni che avevamo avuto anche prima (del vantaggio, ndr). Eravamo riusciti a farlo e purtroppo è andata così. C’è molta tristezza ma siamo anche orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Sia oggi che all’andata abbiamo imposto il nostro gioco e non ci hanno mai messo sotto, io penso che oggi loro non ci abbiano fatto un tiro in porta. Forse siamo una squadra molto giovane e questo ci ha punito, ci manca magari ancora quel pizzico di esperienza per fare quel salto di qualità definitivo”.